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20/06/11: Se sei bello guadagni di più: per i chirurghi estetici sempre più interventi al maschile
Ai baby boomers fra i 40 e i 55 anni la competitività sul lavoro impone un aspetto giovanile. «Per loro, ripristino dei volumi e metodi mini invasivi» dice il chirurgo plastico Alessandro Gennai

Ormai è un fenomeno consolidato: la chirurgia estetica non è più solo affare "da donne", ma conquista con ritmo crescente anche i pazienti maschi. In America, secondo i dati dell'Asaps - American Society for Aesthetic Plastic Surgery, gli uomini che si rivolgono al chirurgo per un ritocco estetico sono aumentati dell'88% dal 1997 a oggi. Un trend presente anche da noi, secondo Alessandro Gennai, chirurgo plastico socio dell'European Academy of Facial Plastic Surgery (Eafps): «Ormai circa il 30% dei pazienti che arrivano nel mio studio sono uomini, e sempre gli uomini costituiscono il 10% dei pazienti che richiedono interventi di chirurgia estetica del volto».
Se un tempo erano le donne le più colpite dal diktat della "bella presenza" sul lavoro, oggi questo si è esteso anche i loro colleghi maschi. «A guidare la tendenza sono i 40-55enni, i cosiddetti "baby boomers", figli del benessere economico -conferma Gennai-. Arrivati a questa età, si trovano a ricoprire il ruolo professionisti all'apice della carriera in un mondo del lavoro competitivo, che impone loro un aspetto giovanile e fresco. Per questo, sempre di più, arrivano a giocarsi anche la carta della chirurgia estetica».


Gli interventi - Dopo i quarant'anni gli uomini chiedono al chirurgo di restituire loro un'immagine curata e giovane. Gli interventi preferiti sono quelli che ridonano al viso la sua freschezza naturale, secondo un approccio di ringiovanimento globale, basato sul ripristino dei volumi e sulle tecniche mini invasive. «Il lifting endoscopico funziona per viso e collo, ed è "soft" perché comporta cicatrici ridotte, tempi di recupero rapidi e meno dolore, che gli uomini sopportano meno delle donne» spiega ancora Gennai. A questa tecnica possono combinarsi gel riempitivi e lipofilling che per ridare forma e volume, «utilizzando, anche in questo caso -spiega Gennai- strumenti "micro" e flessibili, per ridurre al minimo segni e gonfiori. Un aspetto molto importante per chi deve riprendere subito la sua pressante routine lavorativa».
Ancora, le rughe della fronte e quelle nasogeniene si possono "spianare" con filler e tossina botulinica, mentre la blefaroplastica consente di togliere pesantezza e vecchiaia allo sguardo. «Quest'ultimo è un aspetto-chiave in un'ottica di ringiovanimento del volto -conferma Gennai- e naturalmente va discusso a fondo con il paziente, che vuole un aspetto più fresco ma senza nulla perdere in mascolinità».


La tendenza - La situazione italiana è in linea con quella degli USA, dove l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery (Asaps) rileva che dal 1997 al 2010 le richieste di interventi estetici "al maschile" sono aumentate complessivamente dell'88%. Una percentuale trainata dal grande successo delle tecniche "soft", fra cui figurano i filler e i gel riempitivi, che sono cresciute addirittura del 241%.


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