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Tempi di intervento più brevi, prezzi concorrenziali e durata garantita. Questi i principali fattori che stanno spingendo verso la pensione la vecchia dentiera. Chi ha problemi di mancanza di denti o di un'eccessiva mobilità sempre più spesso richiede impianti fissi, a discapito di quelli mobili. La tendenza è stata evidenziata da un'indagine condotta all'inizio dell'anno da Swg per conto della Società Italiana d'Implantologia Osteointegrata (Sio): dovendo scegliere oggi, tra un impianto osteointegrato o una struttura mobile (come può essere una dentiera o un ponte), il 69 per cento degli intervistati si è detto favorevole ad un intervento fisso. Solamente il 16 per cento dice di voler rimanere fedele alle vecchie strutture mobili. Inoltre, sempre dallo stesso sondaggio, emerge che 9 pazienti su 10 si sono trovati bene con un impianto fisso. Il trend è confermato anche sul campo, direttamente dagli studi dentistici. «Nei due centri odontoiatrici che dirigo, ormai le protesi mobili vengono richieste solamente in un caso ogni dieci», precisa Giovanni Bona, odontoiatra piemontese (www.gbona.com), socio dell'Andi -Associazione nazionale dentisti italiani- con studi a Orbassano e Rivoli (Torino). «Nel 90 per cento dei casi infatti i pazienti preferiscono affidarsi ad impianti fissi che, grazie anche alle recenti tecniche, permettono di avere una bocca nuova in sole 24 ore». Si interviene in assenza totale di denti o in situazioni di mobilità estesa su tutta l'arcata. Occorre dapprima sottoporsi ad una visita, quindi fare una tac dentale. «L'intervento viene effettuato estraendo eventuali denti residui e posizionando gli impianti: parliamo di 4, al massimo 6 impianti per arcata ai quali viene fissata la protesi provvisoria con denti in resina -prosegue l'odontoiatra piemontese-. La guarigione delle gengive avviene con le protesi inserite: il paziente fin quasi da subito può masticare senza sentire dolore». Al paziente non viene chiesto altro se non di togliere i punti provocati dalle incisioni dopo una decina di giorni e di ripresentarsi a distanza di circa tre mesi per avere la protesi definitiva. È questa l'innovativa tecnica messa a punto dai ricercatori della Nobel Biocare, azienda svedese leader mondiale nell'implantologia dentale della "All on 4" o "All on 6": ovvero «si utilizzano quattro impianti anche in situazioni con poco osso a disposizione» continua Bona, tra i pochi in Italia a sviluppare interventi di implantologia a carico immediato con una casistica che gli permette di risolvere anche situazioni complesse. «C'è la garanzia di un risultato valido per entrambe le arcate», assicura l'odontoiatra. Non ultimo il fattore costo. «Avendo fatto una politica di prezzi al ribasso, è possibile avere una dentatura nuova su un'arcata con una spesa base di 7mila euro: si interviene una volta e non ci si pensa più. Una dentiera tradizionale invece ha problemi di mobilità e può provocare riassorbimento dell'osso, inoltre nel migliore dei casi, dopo 10 anni deve essere rifatta».
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