«Adesso, in questo pezzo d’Africa, i campi riescono ad assomigliare a campi verdi, le donne del villaggio possono occuparsi del pascolo, della famiglia, della loro igiene e dignità, e i bambini possono finalmente essere bambini giocando per strada e andando a scuola». Tutto questo grazie a un pozzo di acqua potabile. Il messaggio si legge sul sito internet dei Negrita che, dal novembre dello scorso anno, sono impegnati nella raccolta di fondi per la costruzione di pozzi di acqua nella regione del Kajiado, in Kenia, al confine con la Tanzania. Una delle zone più aride del pianeta dove uomini, donne e bambini combattono, giorno dopo giorno, contro i problemi legati alla mancanza pressoché totale di acqua potabile. Qui, l’associazione umanitaria Amref Italia, grazie anche al contributo di personaggi come Giobbe Covatta, sta lavorando da anni per salvare uomini, donne e bambini colpiti non solo da terribili condizioni di povertà, ma soprattutto per salvarli dall’indifferenza del mondo.
La “missione” dei Negrita ha preso il via con il progetto Razophonic: un disco realizzato da Mario Riso in collaborazione con una settantina di artisti italiani, la cui vendita ha portato alla realizzazione dei primi dieci pozzi d’acqua nel Kajiado. «Ma c’è ancora molto da fare» sottolinea Pau, cantante dei Negrita che, alla fine dello scorso anno, si è recato nel Kajiado per verificare la funzionalità dei pozzi. «Un’esperienza unica, toccante -ricorda Pau-. Terminato il progetto Razophonic a tutti noi dei Negrita ci è parso assolutamente naturale continuare nella raccolta dei fondi per la costruzione di altri pozzi in una delle zone più aride della Terra». Da qui, l’idea di una collaborazione con Erif Real Estate, società di costruzioni di Legnano (Milano), che ha donato i fondi necessari per la costruzione di un nuovo pozzo grazie all’interessamento del presidente Luigi Barbato e del vicepresidente Saverio Panzitta, entrambi fan sfegatati dei Negrita. «Sono anni che ci impegnamo in attività sociali e di solidarietà -spiega Barbato-. Quando Pau ci ha raccontato che i Negrita si stavano impegnando in questo per realizzare pozzi in Africa a fianco di Amref abbiamo aderito immediatamente con passione all’iniziativa».
A breve, dunque, il primo pozzo targato Negrita-Erif aiuterà ulteriormente gli abitanti del Kajiado e i volontari di Amref che da oltre dieci anni sono impegnati nella regione: «Pochi conoscono il lavoro quotidiano dei volontari di Amref -spiega Pau-. Sono degli angeli che si dedicano totalmente ai meno fortunati. Non lavorano solamente per “tamponare” i problemi dell’Africa, ma per risolverli. I pozzi d’acqua sono realizzati da ingegneri masai che sono stati formati all’università di Nairobi. Anche la loro manutenzione è seguita dai tecnici locali. Raccogliere fondi e costruire pozzi non servirebbe a nulla se gli abitanti non sono istruiti per realizzare e manutenere infrastrutture essenziali per la loro sopravvivenza».
«Il nostro è un piccolo gesto che porta benefici immensi alle popolazioni del Kajiado -conclude Barbato-. Ma non sarà certo l’unico e l’ultimo che metteremo in campo per aiutare i meno fortunati». Per aderire al progetto di Amref è possibile versare un contributo presso Banca Intesa di Milano (Filiale 2100, c/c 481901/36, intestao ad Amref Italia, abi 03069 - cab 09400), indicando la causale “Prog. Idr. Kajiado Fnegrita”.
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