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26/05/06: Corteo storico e corsa ippica le punte di diamante del Palio
Corteo storico e corsa ippica sono i due momenti topici del Palio di Legnano che riempiono il pomeriggio dell’ultima domenica di maggio; i momenti più apprezzati e sentiti, quelli dove si riversa l’impegno di un anno delle contrade. Da una parte l’attenzione, l’impegno, lo studio, la competenza per confezionare abiti e oggetti da far sfilare per le vie della città; dall’altra il fiuto, l’intuizione, la scommessa, il rischio di puntare tutte le proprie speranze di vittoria su un binomio fantino-cavallo.
Il clou, il sapore più vero del Palio è questo: la preparazione meticolosa di ogni dettaglio e l’affidarsi cieco ai capricci della sorte, vera sovrana degli esiti di una corsa dove non sempre vince il più forte, ma regno dell’imprevedibile, della fortuna, delle alleanze che si intrecciano prima che cali il canapo.
Della sfilata un saggio si è avuto a Milano in occasione della notte bianca del 25 marzo, quando duecento figuranti circa hanno fatto rivivere le atmosfere medievali della seconda metà del XII secolo nel cortile antistante la basilica di Sant’Ambrogio.
Per differenziare le figure della sfilata, da una decina d’anni, si è deciso di attribuire a ogni contrada un aspetto della vita medievale da svolgere:
La Flora gli armati
Sant'Ambrogio i cortigiani
San Martino danza e musica
San Domenico giocolieri e popolani
San Bernardino il trionfo per la cattura delle armi imperiali
Legnarello la forza e il lavoro
San Magno la nobiltà che accompagna il vescovo
Sant'Erasmo la caccia e l'astrologia

Quest’anno, fra gli interventi più rilevanti ai costumi ricordiamo:
S. MARTINO
Abito della Castellana: il riferimento storico è un bassorilievo della cancellata del coro del duomo di Monreale; l’abito è realizzato in lino. Le maniche sono aperte e lunghe, da intrecciare. Il decoro sulle maniche e sul bordo del collo contiene due pavoni ed è realizzato a punto catenella. I colori sono azzurro e argento, anche per accompagnarsi al mantello che è indossato sopra. Sotto, la Castellana porterà un camicino.
S. ERASMO
Abito del Capitano: il modello di riferimento per il ricamo intorno al collo è una decorazione conservata nella cattedrale di Canterbury. È realizzato in pelle color testa di moro, intrecciata nella parte alta e liscia dalla vita in giù, con ricamo in filo d’oro. Per ricamare la pelle si lavorerà su entrambi i lati. La decorazione del bordo inferiore dell’abito è tratta da un decorazione della chiesa di S. Maria del Patir. Sotto, il capitano indosserà una camicia color tabacco che riprenderà il motivo sul fondo dell’abito. Il ricamo avrà anche parti di color oro più chiaro, salmone, azzurro chiaro e azzurro scuro.
LA FLORA
La contrada vincitrice del Palio 2005 ha sostituito la catapulta con due baliste, delle grosse balestre portate da armati.

La corsa ippica racchiude il senso agonistico della manifestazione: due batterie eliminatorie da quattro giri e una finale da cinque per conquistare il diritto a conservare per un anno nella propria chiesa la riproduzione della Croce lobata di Ariberto d’Intimiano.
Le speranze delle otto contrade sono affidate a un fantino ingaggiato tra i migliori professionisti sul campo, che hanno gareggiato in tutti i palii più importanti, Siena in testa. L’elenco dei fantini 2006 risulta così definito: la Flora, contrada vincitrice del Palio 2005, conferma la propria fiducia in Valter Pusceddu, detto Bighino; Legnarello, la contrada “nonna”, a digiuno di vittorie dal lontano 1991, affida ancora le ambizioni di riscatto a Giovanni Atzeni detto Tittia; San Martino, la contrada che nelle ultime edizioni ha avuto il rendimento più continuo, culminato nella vittoria del 2003, riconferma Massimo Coghe, detto Massimino. Conferma anche per Sant’Ambrogio, contrada vincitrice del Palio 2004, che schiera Dino Pes detto Velluto; San Bernardino, la cui ultima vittoria risale al 1995, punta su Virginio Zedde detto lo Zedde; Sant’Erasmo, la contrada più titolata con le sue 12 affermazioni nel Palio, proverà a fare tredici con Mario Canu detto Clemente; San Magno si è indirizzata su Marco Pagliai detto Stollo; San Domenico, dopo un 2005 da dimenticare, confida in Antonio Villella detto Sgaibarre, già vincitore in piazza del Campo e fino all’anno scorso in forza a San Bernardino.