La Madonnina del lido di Bodio Lomnago torna a essere il “faro” dei naviganti del Lago di Varese. Non più circondata dall’acqua ma sulla terraferma per il calo di livello idrico registratosi negli anni, dopo mezzo secolo, opportunamente illuminata, guiderà ancora le rotte dei pochi pescatori attivi sullo specchio d’acqua alle porte della Città giardino, proprio come, decenni addietro, faceva la lanterna – poi andata dispersa – collocata in origine sull’edicola. «Il territorio lombardo è ricco di storia e di tesori, che vanno valorizzati. – spiega Silvano Caglio, il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – Il nostro interesse come banca coincide con quello delle comunità locali. Non è la prima volta che sosteniamo con un contributo economico il restauro di opere d’arte. In questo caso siamo stati contattati per trovare gli ultimi fondi per completare il progetto. Abbiamo attivato per il Comune un mutuo a tassi agevolati e un contributo economico a copertura del finanziamento per i prossimi tre anni. Non potevamo perdere questa occasione per rivalutare il turismo lacustre a cui si accompagnano altri settori importanti, quali l’agricoltura, l’artigianato, la pesca, la gastronomia, le feste, il folclore, oltre ai beni artistici. Bodio Lomnago è una piccola perla lombarda che andava salvata. Siamo felici di avere contribuito alla realizzazione di un progetto tanto importante per il centro come il recupero del porticciolo e della cappeletta della Madonnina del Lago».
Il recupero della cappelletta (probabilmente di fine Ottocento), con il ripristino dei colori originali, in cui è alloggiata la statua della Vergine è però soltanto una voce dell’intervento (realizzato dal Comune anche grazie al contributo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate) che ha interessato, da un anno a questa parte, il lido e il molo, e la cui conclusione sarà sancita dal taglio del nastro al rinnovato porticciolo venerdì 8 settembre alle 20. Una vera e propria riappropriazione dell’identità di paese lacustre, l’operazione condotta dal Comune di Bodio, che il sindaco, Liborio Rinaldi, presenta così: «Abbiamo riannodato i rapporti con un lago che negli anni, di pari passo con il calo di livello e il venir meno degli approdi si erano allentati – afferma -; e lo abbiamo fatto con un intervento rispettoso dell’ambiente e che ha il pregio di valorizzare le nostre rive guardando alla storia. Per ristrutturare il molo (ora una struttura metallica con rivestimento in legno) abbiamo infatti ripreso il disegno originale; per realizzare la piattaforma galleggiante (identici i materiali a quelli impiegati nel molo) posta al termine della passeggiata ci siamo ispirati invece alle palafitte, la più peculiare fra le tipologie insediative del Lago di Varese». Sono serviti due anni per passare dal dire al fare, dalla decisione di intervenire sull’area rivierasca di Bodio al completamento dei lavori, complice lo status di “zona a protezione speciale” riconosciuta al Comune per la sua valenza ambientale e di bene architettonico, da cui i tempi più lunghi necessari alla Provincia per vagliare ogni intervento. Il Comune ha così compiuto un vero e proprio esercizio di equilibrismo fra l’obiettivo di ampliare la fruibilità del lago riportandoci la gente e la necessità di rispettare l’ambiente. I lampioni posti lungo il sentiero, ad esempio, rispettano le norme anti inquinamento luminoso; un obbligo considerato il “dirimpettaio” d’eccezione, l’osservatorio del Campo dei Fiori. Il primo riscontro a questa operazione non è tardato: ancora prima dell’inaugurazione tanti abitanti di Bodio si sono riversati sul nuovo lido per passeggiare e i diciassette posti barca disponibili sono letteralmente andati a ruba. «Segno che siamo andati incontro a una necessità avvertita in loco – commenta il primo cittadino Rinaldi. Ma oltre a garantire una reale fruibilità per tutti (i lavori hanno abbattuto le barriere architettoniche e anche i portatori di handicap potranno percorrere nella propria interezza la zona del porto e salire sulla piattaforma galleggiante) abbiamo puntato a promuovere, con la piattaforma, una conoscenza in presa diretta del lago, fino a oggi complicata dall’assenza di accessi. In questo senso scolaresche e studiosi potranno fare della struttura galleggiante un punto d’osservazione privilegiato del nostro specchio d’acqua».
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