
La concentrazione cala, sullo schermo non c’è più nulla da leggere e l’attenzione si sposta non tanto sulle parole (“…ma quando finirà”) quanto sulla mimica, la gestualità, l’abbigliamento dell’oratore.
E i contenuti si perdono, nel mare dei particolari mai notati prima di allora.
Sintetizzare per titoli e sommari una relazione, per poi abbinarli a decine e decine di immagini, che scorrono sullo schermo, attraggono, catturano e combattono la noia nella sala, è la nostra ricetta per far passare concetti e messaggio. Perché a un livello di ascolto quasi inconscio, non si perde una battuta.
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