La rivoluzione di Io Fumo
Lunedì 10 gennaio 2005, il cosiddetto “decreto Sirchia” (divieto di fumare all’interno dei luoghi pubblici e dei locali aperti al pubblico) entra in vigore. Lo stesso giorno, nasce l’associazione “Io Fumo” (www.iofumo.it): un sodalizio che ha lo scopo di raccogliere le firme necessarie per proporre un referendum abrogativo della legge.
Senza entrare nel merito del percorso dell’associazione, resta emblematico l’iter di comunicazione (ideato e realizzato da Eo Ipso) che ha portato, nell’arco di 24 ore, il nome dell’associazione, le sue finalità e i suoi portavoce al centro del dibattito nazionale e internazionale.
Domenica 9 gennaio: i principali organi di informazione danno ampio risalto all’introduzione della Legge. Nessun dipendente di Eo Ipso, in quella data, è a conoscenza di quello che accadrà il giorno dopo.
Lunedì 10 gennaio, ore 9: il presidente di Eo Ipso, Marino Pessina, organizza una riunione con quattro dello staff. Obiettivo: far conoscere l’associazione e diffondere la battaglia referendaria. Un’ora dopo, alle 10, individuati i temi chiave da comunicare e i modi per far breccia nei media, un primo comunicato stampa viene inoltrato alle principali agenzie italiane: Io Fumo, associazione senza finalità di lucro, nasce con lo scopo di cambiare la Legge da poco entrata in vigore. I gestori dei locali pubblici che vogliono aprire locali in cui è possibile fumare, devono poterlo fare. E in ogni ufficio ci deve essere una stanza, dotata di finestra, per i fumatori.
Lo staff di Eo Ipso si mette al lavoro: si attiva la rete di contatti, si delinea il logo, si abbozza il sito internet, si simulano le interviste e si identificano i punti di forza e di debolezza della proposta, in chiave di comunicazione, per poi formare i portavoce dell’associazione.
Due ore dopo, mentre qualche radio già diffonde la notizia e i siti internet di Repubblica e Corriere “aprono” con la richiesta di referendum (la prima pagina verrà “persa” solo intorno alle 17, per lasciare il posto all’ultimatum lanciato da Bossi a Berlusconi), alle 11,43, l’associazione nasce formalmente e giuridicamente.
Alle 12,30 il sito internet di “Io fumo” è on-line e prima delle 13 arrivano nella sede di Eo Ipso, per intervistare il presidente di Io Fumo, le telecamere di Sky.
Nell’arco della giornata, Eo Ipso realizza altri due comunicati stampa e gestisce il posizionamento della notizia sulle televisioni (Rai e Mediaset ai Tg delle 20 la trasmettono) e sui quotidiani. Alla fine della giornata, i contatti diretti sviluppati con i giornalisti superano quota 150, le redazioni contattate sono più di 200. Il giorno dopo, la battaglia referendaria lanciata da “Io fumo” appare su 127 dei 162 quotidiani stampati in Italia. E su 43 di queste testate la notizia è in prima pagina. Anche la stampa estera dà la notizia, per poi riprenderla con delle interviste nei giorni seguenti.
La capacità dei giornalisti e dei comunicatori di Eo Ipso è stata in grado, in tre giorni, di portare il messaggio di “Io fumo” su tutti i canali televisivi nazionali (il Tg1 ha dedicato un’ampia intervista al presidente Marino Pessina, disponibile sul sito dell’associazione, e i portavoce di “Io fumo” hanno preso parte, in una settimana, a 17 trasmissioni in diretta), su quasi tutti i quotidiani italiani, numerosi periodici e molteplici testate internazionali, tra cui l’Herald Tribune, la Sueddeutsche, il New York Times e la Pravda (sintesi della rassegna stampa è disponibile su www.iofumo.it).
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