
Un incremento del 7,8% sul fatturato delle vendite natalizie rispetto al 2011, che erano state di 245 milioni: è la proiezione dei risultati per il 2012 basata sulle vendite di novembre (il mese più significativo per misurare l'effetto Natale sulle vendite per le tempistiche di acquisto proprie del settore) e sulle previsioni per dicembre delle associate Univendita, la maggiore associazione di categoria italiana che riunisce le aziende di eccellenza della vendita diretta a domicilio. Un risultato che è in netta controtendenza rispetto alle previsioni sui consumi degli italiani comunicate nei giorni scorsi da alcune associazioni di categoria (rispetto al Natale 2011 Confesercenti prevede consumi in calo del 3%, dato in linea con quello di Codacons, mentre per Federconsumatori la flessione è addirittura dell'11-12%).
«Siamo di fronte a un cambiamento epocale nei modelli di spesa -afferma il presidente di Univendita, Luca Pozzoli-; in presenza di un calo dei consumi provocato dalla crisi, stiamo assistendo a una modifica strutturale delle abitudini dei consumatori. La congiuntura costringe a essere più selettivi nelle scelte, a privilegiare beni che durino nel tempo. Per questo sempre più italiani riconoscono l'alta qualità della nostra offerta e dei nostri prodotti, sempre più utilizzati come regalo natalizio. E così si spiega il nostro trend di crescita rispetto ai canali di vendita tradizionali e il nostro ruolo anticiclico».
Il settore merceologico che ha trainato le vendite natalizie è stato quello dei beni durevoli per la casa, che hanno segnato un + 9,5%; segue il comparto altri beni e servizi con un 8,7% (da segnalare il + 18,5% registrato dal settore viaggi e vacanze); quindi il + 5,9% per cosmesi e accessori moda e il + 3,7% di alimentari e beni di consumo della casa, il settore tradizionalmente meno interessato dai regali e che quindi mantiene il trend di crescita conosciuto nel corso del 2012.
«È interessante notare che per le aziende Univendita i beni durevoli per la casa, il settore merceologico di maggior peso nella nostra associazione, dopo tre trimestri positivi, segnino un deciso progresso in prossimità del Natale rispetto a un andamento negativo del 9,4% rilevato dall'osservatorio Findomestic nel 2012 -rileva Pozzoli-. Altro fatto positivo il balzo in avanti del settore viaggi e vacanze: dopo il calo generalizzato del comparto nella stagione estiva, l'auspicio è che il nostro indicatore sia la spia di un'inversione generale di tendenza».