Univendita
L'associazione di categoria Univendita prepara il ricorso al Prefetto e al Tar
Pubblicato il 30/11/2016

«Non possiamo accettare che la vendita diretta a domicilio, attività praticata da migliaia di onesti incaricati in tutta Italia, sia accostata ad attività criminali quali truffe, abusi o rapine. La Legge non consente ai sindaci di vietare la vendita a domicilio con un’ordinanza. Faremo ricorso al Prefetto e al TAR per tutelare le aziende e i lavoratori che operano correttamente». È questa l’immediata reazione di Ciro Sinatra, presidente di Univendita (Unione italiana vendita diretta), la maggiore associazione di imprese del settore, a quanto contenuto nell’ordinanza 93 del 28/11/2016 emanata dal sindaco di Porcari (Lucca), Alberto Baccini, con cui si dispone il “divieto di svolgere attività di vendita porta a porta con la finalità di commercializzare prodotti, servizi o varie tipologie di beni…” nel territorio comunale di Porcari.


Univendita e tutte le sue aziende associate procederanno con i ricorsi al Tar e al Prefetto se il sindaco di Porcari non rivedrà immediatamente i contenuti dell’ordinanza.


«L’intenzione di garantire la sicurezza e la serenità dei propri cittadini è sicuramente lodevole e condivisibile ma non può tradursi in un provvedimento che impedisce di svolgere un’attività commerciale, come la vendita diretta a domicilio, prevista e regolata da leggi nazionali (la n. 114 del 1998 e la n. 173 del 2005) - prosegue Sinatra -. Nessuna ordinanza comunale può impedire alle aziende di operare con il metodo del “porta a porta”, né può obbligare queste aziende a fare ulteriori richieste di autorizzazione ai Comuni. Totalmente inaccettabile, poi, è l’idea che un Comune metta a disposizione un’area-ghetto in cui relegare l’attività delle aziende di vendita diretta al domicilio del consumatore. Chi pratica la vendita a domicilio nel rispetto della legge lo fa, appunto, nelle case degli italiani. E per potervi accedere è già munito di un apposito tesserino di riconoscimento, rilasciato dietro autorizzazione dell’autorità di pubblica sicurezza. È un aspetto determinante per Univendita che, sin dalla sua fondazione, nel 2010, è impegnata a garantire alti standard etici nello svolgimento della professione. Le pratiche commerciali disoneste devono essere perseguite con la massima determinazione: Univendita è la prima a richiederlo, a sostenere le leggi nazionali che già esistono a tutela del consumatore e a denunciare con forza le pratiche da Far West legate, ad esempio, alla vendita di contratti per l'energia, che danneggiano i consumatori e rovinano il mercato a chi opera in modo etico. E’ inammissibile e ingiusto che indistintamente a tutti i venditori a domicilio, fra l’altro un settore in crescita e ricco di opportunità lavorative, sia impedito di svolgere l’attività con cui mantengono le loro famiglie».


Univendita, nata nel 2010 per riunire l’eccellenza della vendita diretta a domicilio in Italia, si è dotata di una “Carta dei Valori” per promuovere un sistema etico che sia riconosciuto e applicato da tutti i soci. Le imprese associate si impegnano ad agire nel rispetto di valori fondamentali e irrinunciabili e a diffondere nel settore della vendita diretta comportamenti etici e sostenibili. Questi principi sono alla base del Codice Etico dell’associazione, che ha lo scopo di garantire che le attività di vendita diretta delle imprese associate e di tutti i loro incaricati si svolgano nel rispetto delle libertà fondamentali e della dignità delle persone, nella tutela dei diritti dei consumatori.


La vendita diretta a domicilio è un settore in piena salute: In Italia, come riferito da Il Sole 24 Ore, nel 2015 ha generato un fatturato complessivo di 3,1 miliardi di euro; Univendita, con vendite pari a 1,6 miliardi, rappresenta il 52% del mercato. Nei primi nove mesi del 2016 le imprese associate a Univendita, la maggiore associazione italiana di categoria delle vendite a domicilio, hanno registrato un fatturato di 1 miliardo e 146 milioni di euro, con un incremento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il positivo andamento occupazionale della vendita diretta a domicilio conferma che si tratta di un settore che può offrire opportunità importanti in anni di crisi dell’occupazione: nel terzo trimestre 2016 il numero degli addetti alla vendita è cresciuto del 4,2%.